Sono felice della presa di posizione del Presidente del Consiglio Regionale Loizzo e della Consigliera Maurodinoia: la Puglia ha bisogno di una legge elettorale che preveda doppia preferenza e parità di genere. Basta chiacchiere, spero che il Presidente si adoperi con tutte le sue forze per votare subito la proposta di legge con voto palese e non più con voto segreto. Sono tra i pochissimi che si è sempre espresso in maniera chiara e netta, offrendo sempre il mio contributo alla Presidente della Commissione Pari Opportunità Patrizia del Giudice: ho sempre sostenuto questa legge sacrosanta che garantisca alle donne una folta presenza in politica e lo farò ancora.

Oggi è 8 marzo, la festa di tutte le donne. Facciamo in modo che questa festa duri 365 giorni.

Auguri a tutte le donne affinché la ricorrenza dell’8 Marzo possa essere un momento di forte riflessione dell’intera società davanti a situazioni di discriminazione non più tollerabili. Auguri a tutte le mamme, fondamenta della famiglia e protagoniste nel mondo del lavoro, oggi in prima linea davanti ai disagi della quarantena sociale da coronavirus. Auguri a tutte le nonne (e a tutti i nonni, permettetemi) patrimonio unico, memoria storica contro le nefandezze del secolo scorso e assicurazione sulla vita di tante famiglie alle prese con disoccupazione e disperazione, oggi diventate vittime sacrificali (sono vecchi e con patologie pregresse, è il terribile refrain) per placare le ansie del mondo. Auguri alle dottoresse, pilastri di professionalità nei nostri ospedali, anche a rischio della propria incolumità, e ora pilastri della scienza nella lotta al morbo. Auguri alle lavoratrici che nelle fabbriche nonostante si confermano un valore aggiunto per il tessuto economico e sociale del Paese. Auguri alle studentesse, affinché il futuro personale e professionale possa sorridere e ripagarle lautamente dei tanti sacrifici di questi anni di studi. Auguri a tutte le amiche che vogliono essere protagoniste di un radicale cambiamento della nostra società, ma che in Puglia ancora non riescono ad affermarsi in politica a causa di norme elettorali regionali che penalizzano la parità di genere e – caso raro in Italia – impediscono per esempio la doppia preferenza.

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