Il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo, era presente – aula “Aldo Moro” facoltà di Giurisprudenza – , al seminario informativo – Comando generale della Guardia di Finanza – su “La prevenzione e il contrasto degli atti corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici”.
“Siamo in un settore dove più stretto è il rapporto tra gli Enti Locali e i cittadini, in particolare il sistema delle imprese – ha dichiarato in proposito Longo, facendo seguito all’allarme lanciato dal presidente Anac, Raffaele Cantone -. Il problema c’è ed è serio. In Puglia, i reati di corruzione sono in crescita. I dati indicati dalla Guardia di Finanza mostrano un incremento del 30 per cento nei primi cinque mesi del 2016 rispetto al 2015”.

Longo però sottolinea che “la Regione non trascura il fenomeno” segnalando le “più recenti iniziative , che dimostrano la piena consapevolezza e la volontà di agire tempestivamente. Da una parte, c’è il costante aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione, adottato dalla Giunta regionale che muove da una strategia che affida un ruolo centrale alla partecipazione istituzionalizzata e alla trasparenza. Per quanto riguarda in particolare il Consiglio regionale, mi preme portare all’attenzione l’iniziativa legislativa che proprio in questi giorni sta impegnando la Commissione permanente agli Affari Istituzionali”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale si riferisce alla proposta di legge di Sabino Zinni, che prevede l’istituzione di una Commissione Speciale di studio e di indagine per la promozione della cultura della legalità e il contrasto da opporre a forme di attività corruttiva. “Sarà un organo consultivo della Regione, ma non si chiuderà nelle stanze del Consiglio. Infatti è prevista la collaborazione con le Amministrazioni pubbliche, la Magistratura, le associazioni di categoria e parti attive della società civile. Le finalità della Commissione anticorruzione vanno dalla vigilanza sul fenomeno allo studio di interventi legislativi e amministrativi di contrasto. L’organismo, tra gli altri compiti, provvederà ad una puntuale verifica della normativa vigente e degli interventi conseguenti, formulando proposte di carattere normativo e organizzativo per rendere più coordinata e incisiva l’iniziativa della Regione e degli Enti locali, sempre ai fini della lotta ai fenomeni corruttivi”.

Sulla proposta di legge di Zinni è in atto un fitto programma di audizioni, che ha già visto in Consiglio regionale il Procuratore della DDA di Lecce Cataldo Motta, il Procuratore aggiunto della DDA di Bari Lino Bruno, il sostituto Procuratore Renato Nitti e i rappresentanti delle Camere Penali di Puglia. “Tutti hanno offerto un contributo competente e autorevole, dal quale è emersa l’esigenza di informare e insistere e sulla negatività legale e sociale della corruttela”.

“Da tempo – ha concluso Longo – concordiamo tutti sull’opportunità di creare un’antimafia sociale: è il momento di dare vita, tutti insieme, ad una sensibilità collettiva anticorruzione”./com