Una nota del consigliere Peppino Longo (vicepresidente del Consiglio regionale)

“Condivisione totale con le istanze della Federbalneari di Puglia sulla necessità di ampliare i termini di apertura dei lidi e grande soddisfazione per la presa in carico, da parte del presidente della Regione, Michele Emiliano e dell’assessore Raffaele Piemontese, della questione che è stata affrontata e risolta con la nuova ordinanza balneare per la stagione imminente che prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per ogni stabilimento balneare di attrezzarsi con servizi, quali la presenza del defibrillatore e di spazi nursery, degni di rivoluzionare qualitativamente l’offerta turistica di una regione che ha circa mille chilometri di coste”, è quanto si legge in una nota del vicepresidente del Consiglio regionale Peppino Longo.

“Da anni ormai in Puglia si parla di destagionalizzazione e di riorganizzazione dell’offerta affinchè si possa davvero fare la differenza sull’esigente mercato estero. Invece in passato è stato fatto poco, tanto che i recenti dati di Confturismo, segnalavano ancora l’esistenza di due Italie. Certo la Puglia è regina del Sud, ma ha tutte le carte in regola per diventare la prima della classe dell’intera Penisola e guadagnare un posto di rilievo anche a livello internazionale, come del resto hanno mostrato gli apprezzamenti ricevuti dai rappresentanti di Stato in occasione dei lavori del recente G7 di Bari. Bene hanno fatto quindi il presidente Emiliano e l’assessore al Demanio, Piemontese, con la condivisione degli operatori balneari, a riscrivere a tempo di record tali regole per cancellare quei limiti invalicabili per quell’esercito di turisti che ama frequentare la nostra regione anche nei mesi non cruciali dell’estate: la differenza tra un’offerta turistica al top, qual è quella che vogliamo proporre, sta anche nella qualità e nella quantità adeguata di servizi da offrire agli ospiti per assicurare soggiorni nella massima sicurezza e tranquillità, affinché l’obiettivo del marchio Puglia loves family non resti un simbolo astratto, ma si concretizzi – come sta avvenendo – in azioni degne di una paese moderno”.