Programma
Documento di programma per il consiglio regionale
di Peppino Longo
Ho la Puglia nel cuore, sono profondamente innamorato della mia terra e sono orgoglioso di essere pugliese.
Sono nato a Modugno da una famiglia umile e dal nulla ho costruito una storia imprenditoriale di successo, fonte di benessere per molte famiglie di lavoratori del territorio.
Nel corso della mia vita ho visto molti paesi, tra cui proprio Modugno, crescere e trasformarsi da piccoli centri rurali, regolati da modelli economici tradizionali, a cittadine sempre più aperte alle sfide della modernizzazione. Ho vissuto il cambiamento, sempre più accelerato e talvolta disordinato, verso la creazione e la circolazione di capitali, beni e servizi.
Nel corso delle trasformazioni di cui parlo, la mia terra mi ha dato molto, perciò vorrei, offrendo con il mio impegno politico le mie energie e le mie capacità, restituire qualcosa ad essa.
I tempi, anzi, i giorni che stiamo vivendo, attraversati da scandali e miserie, generanti delusione e scetticismo profondissimi, rendono quanto mai difficile un proponimento politico agli elettori che voglia e possa caratterizzarsi per autenticità e serietà d’intenti.
Vige, infatti, nei più, il convincimento che dietro le parole dei politici si celino solo lusinghe elettorali o, peggio, interessi personali, di lobby, di consociativismo.
Si innalzano, perciò, steccati di diffidenza, di sfiducia, assai duri da abbattere e che comportano non poca apprensione in chi si affacci sulla scena elettorale a chiedere ai cittadini una delega, impegnandosi a sostenerla con onorabilità e nel rispetto degli impegni assunti.
Personalmente, tuttavia, è con onesta caparbietà che mi rivolgo ai miei concittadini e conterranei pugliesi, proponendomi quale candidato al consiglio regionale, forte di poche ma essenziali ragioni:
- la devozione per la parola data;
- l’abitudine al rispetto dell’altro, della sua dignità di persona;
- un senso di vibrante partecipazione alla vita della mia comunità e della mia terra.
Le mie origini semplici mi hanno trasmesso modelli etici e culturali fondati sul rispetto per il prossimo e per la parola data, sul senso della dignità del lavoro, sull’urbanità dei rapporti.
La stretta di mano scambiata vanta per me ancora il suo peso simbolico a stabilire intese o rapporti di fiducia.
Ritengo che il politico debba essere in grado di mobilitare le energie individuali, maturate all’interno delle varie esperienze di vita – economiche, politiche, culturali – per intesserle ed armonizzarle con le energie della collettività, frutto di un secolare patrimonio di valori, concezioni, saperi.
Solo così, una serie di situazioni personali, fatte ad esempio della capacità dei più giovani di comprendere e organizzare i nuovi modelli economici e culturali (il pensiero corre ad internet o ai sistemi di globalizzazione finanziaria), possono, senza disperdersi, entrare a far parte del patrimonio della collettività, possono ridare linfa vitale al mercato del lavoro, opponendosi significativamente alle sacche di disoccupazione dilagante.
Le mie esperienze, sia quella di imprenditore che quella quinquennale di dirigenza di partito mi supportano non poco in queste intenzionalità.
Da esse ho appreso, infatti, una visione del welfare improntata al pragmatismo e al solidarismo, assai diversi dal fumoso assistenzialismo del passato.
Da esse ho imparato le pratiche dell’ascolto, del confronto, della sintesi da tradurre in concrete azioni di governo.
Ed è da questo ascolto e da questo confronto, grazie ai quali ho potuto conoscere meglio le criticità, i punti di forza e le potenzialità inespresse del nostro territorio, che sono scaturite le LINEE DI PROGRAMMA, prima bozza di interventi che mi impegno a sostenere nell’interesse della nostra regione, con un riguardo particolare alle famiglie, ai giovani, agli anziani, alle donne ed ai disabili.
Sono tre i punti cardine del mio PROGRAMMA: il LAVORO, la SANITÀ e l’AMBIENTE.
IL LAVORO
SVILUPPO E OCCUPAZIONE
So bene che stiamo vivendo un periodo di grave crisi occupazionale; conosco direttamente i problemi delle aziende del settore meccatronico site nell’area industriale di Bari-Modugno, del settore del divano nell’area murgiana, ma certamente sono molteplici i settori in difficoltà.
Non valgono proponimenti o promesse capaci di offrire una piena risoluzione alla grave crisi occupazionale che stiamo vivendo.
Ma non vale nemmeno rassegnarsi a ciò che abbiamo o a ciò che non abbiamo.
Sarà mio impegno cercare di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali attuali, mediante politiche regionali che favoriscano il mantenimento della produzione nei nostri stabilimenti.
Per coloro che hanno perso il lavoro bisogna pensare a delle forme di sostegno, anche attraverso programmi di formazione che consentano di impiegare le loro professionalità in altri settori.
Bisogna sicuramente adottare misure protezionistiche della nostra identità produttiva e pertanto condivido l’intento della candidata Adriana Poli Bortone di vincolare le concessioni di vendita per la media e grande distribuzione alla commercializzazione dei nostri prodotti, cosa che favorirebbe le nostre aziende.
Personalmente, nelle vesti di datore di lavoro, ho svolto sempre un ruolo attivo che intendo portare avanti risolutamente pur sapendo quanto questo non basti, oggi che il lavoro scarseggia, e soprattutto per i giovani.
La mia proposta programmatica si pone nel solco di quanto detto in precedenza a proposito delle sinergie da creare tra singolo e comunità, tra modernità e passato.
Penso, allora, alle attività di artigianato della nostra tradizione, che possono rifondarsi e riqualificarsi qualora si trasformino, con aiuti finanziari della Regione o dei Fondi europei, in laboratori di apprendistato giovanile, aperti all’innovazione tecnologica e al mercato del Web.
Penso a nuove aziende che potrebbero nascere sul territorio ad opera di giovani diplomati o laureati, forti di un progetto imprenditoriale innovativo, moderno e originale o magari sulla scia di un’esperienza paterna o familiare da rivisitare, sostenuti dai finanziamenti destinati alle imprese giovanili.
Penso anche ad un ritorno alla terra e ad un rinnovamento dei processi produttivi delle imprese agricole e agroalimentari, favorito dalle norme europee e diretto a valorizzare le attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti tipici della nostra regione, a promuoverli e lanciarli su nuovi mercati, anche sovrannazionali, accompagnati da un marchio di qualità (DOP, IGP, SGT) e da certificazioni ambientali.
Penso ad un accorciamento della filiera produttiva, al fine di consentire compensi più giusti agli agricoltori e costi più accessibili agli acquirenti.
Penso che occorra incentivare il commercio con l’estero, sia potenziando le nostre strutture portuarie, sia, d’accordo con la Senatrice, utilizzando la Fiera del Levante come polo permanente del commercio internazionale.
In generale, occorre potenziare la visibilità dei nostri prodotti anche sui mass media e sulle reti locali, perché i consumatori possano essere informati sulla loro provenienza, garanzia di tipicità.
Ma penso, specialmente, alle potenziali risorse turistiche del nostro territorio, patrimonio ricchissimo per la collettività, su cui molto ancora si può puntare ai fini occupazionali.
Il patrimonio storico-architettonico e culturale, le bellezze paesaggistiche, il mare pulito e la costa variegata, la presenza di aree naturalistiche, la presenza di “strade dell’olio e del vino”, la gastronomia tipica, la vicinanza di ottimi scali aereoportuali rappresentano le grandi risorse della Puglia turistica, ancora però poco conosciute a livello nazionale e, ancor più, all’estero.
Penso, allora, alla creazione di una rete di marketing turistico, affidata ad agenzie di comunicazione (altro settore meritevole di sviluppo) in grado di far incontrare l’offerta locale con agenti e professionisti del turismo internazionale attraverso la creazione di siti Internet chiari e ben curati, la pubblicità su periodici del settore, la partecipazione a fiere, l’organizzazione di eventi.
Una rete promozionale in grado di esaltare l’unicità della nostra offerta insieme ai fattori in grado di differenziarla:
- un livello sempre più alto delle strutture ricettive e dello stile di ospitalità;
La richiesta di esclusività, infatti, rappresenta oggi il tratto più caratteristico della domanda turistica. L’intervento strategico consisterebbe perciò nel costruire gli oggetti d’interesse del turista e nel personalizzare quanto più possibile lo stile dell’ospitalità, in accordo con le tradizioni e l’identità del territorio.
- Il confezionamento di servizi su misura per il cliente-turista;
- La valorizzazione delle risorse locali;
- Il potenziamento dei collegamenti e degli accessi nel rispetto delle prerogative ambientali, attraverso interventi non invasivi per il territorio;
- La destagionalizzazione della ricettività.
Ritengo siano questi i punti cardine da cui partire o ripartire per la promozione del turismo della nostra regione, mercato al quale molti lavoratori o imprenditori possono affacciarsi con buone probabilità di successo.
Grande attenzione va posta inoltre alla situazione dell’occupazione femminile; ancora troppo poche sono le donne che hanno un lavoro stabile: in questo ambito diventa fondamentale investire nel potenziamento di quei servizi che renderebbero meno gravosa la gestione della famiglia, agevolando le donne nell’attività lavorativa.
BUROCRAZIA E TRASPARENZA
Purtroppo da noi, tutti i settori produttivi risentono in maniera negativa di procedure amministrative ancora troppo lente e non standardizzate, che ostacolano o, nel migliore dei casi, ritardano l’attività delle imprese, degli artigiani e dei professionisti e che, di conseguenza, scoraggiano gli investimenti.
Occorre dare nuova linfa all’apparato burocratico ispirandone l’attività ai principi di trasparenza, imparzialità ed uguaglianza, rendendo le norme e le procedure chiare ed univoche, snellendo i processi decisionali della pubblica amministrazione, per ridurre i tempi di attesa e andare incontro alle esigenze degli utenti.
SICUREZZA E LEGALITA’
La criminalità ed il malaffare sono fenomeni che caratterizzano non solo i quartieri periferici ed i centri storici, ma anche le attività economiche e gli stessi apparati pubblici, così da ingenerare paura e diffidenza nei rapporti di convivenza civile ed, al contempo, un senso di sfiducia e rassegnazione verso le istituzioni democratiche. Questa sensazione di insicurezza ha inoltre, come conseguenza naturale, quella di frenare le iniziative e gli investimenti dei cittadini e delle aziende. L’insicurezza rallenta anche lo sviluppo del turismo; basti pensare a quanti centri storici di pregio non vengono visitati perché ritenuti luoghi pericolosi.
La garanzia della sicurezza della comunità, che costituisce un diritto per i cittadini, è un dovere degli amministratori. Sicuramente, impegno della Regione deve essere anche quello di lavorare, in sinergia col governo centrale, per raggiungere un livello di sicurezza più alto rispetto a quello attuale.
Penso, quindi, che occorra potenziare il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine che devono essere messe nelle condizioni ideali per poter lavorare. Sono necessari rinforzi agli organici, maggiori dotazioni di mezzi e apparecchiature. Fondamentale è anche il miglioramento delle condizioni logistiche, con sedi più moderne e meglio attrezzate.
Gestire le forze armate, comunque, è una competenza del governo centrale; pertanto, una volta in regione, potrò lavorare soprattutto sulla prevenzione del fenomeno della criminalità, cercando di minarlo alle radici.
Gli episodi criminosi sono spesso il frutto di un disagio sociale, o dell’incapacità o impossibilità di trovare un posto di lavoro. La disoccupazione spinge alla criminalità ed alimenta se stessa frenando lo sviluppo.
Un paese che costituzionalmente protegga i suoi cittadini deve dare la possibilità a tutti di lavorare e di vivere secondo i sani principi legati alla nostra cultura storico-giuridica.
POLITICHE DI SVILUPPO: IL MEDITERRANEO E L’EUROPA
L’area balcanica ed il Mediterraneo rappresentano per la Puglia un’opzione strategica. La caratteristica frontaliera della nostra regione è sì motivo di problematiche legate all’immigrazione, ai traffici di droga, armi e prostituzione ma è anche opportunità sul piano economico, turistico e commerciale.
I GIOVANI
Conosco molto bene il disagio dei nostri giovani, le loro preoccupazioni.
So bene che non sono “bamboccioni” come qualcuno, volgarmente, li ha definiti. Sono, invece, pronti a dare, a farsi valere, a impegnare le loro potenzialità purché qualcuno mostri loro la strada o anche solo lo spiraglio per l’ affermazione della loro dimensione.
In me , come uomo e come politico, troveranno sempre una sponda tesa ad aiutarli, una persona amica.
In tal senso , sono pronto a costituire anche un gruppo di lavoro che rappresenti tutto il territorio, con cui confrontarmi periodicamente per recepire consigli e suggerimenti e a cui fornire ipotesi di soluzioni e di aiuto.
In molti pronunciano belle parole a favore dei giovani, in pochi, però, hanno fatto o fanno davvero qualcosa per loro. Nella mia carriera di imprenditore ho cercato, e cerco, di dare spazio ai giovani, dando loro la possibilità di esprimersi nei campi più diversi: tecnico, artigianale, professionale. Sono proprio i giovani il valore aggiunto della nostra società ed hanno bisogno di sentire tutta la nostra fiducia.
Due, in particolare, gli obiettivi che mi preme realizzare a favore delle ragazze e dei ragazzi di Puglia.
Il primo attiene all’orientamento scolastico e professionale: mai come oggi , infatti , i giovani soffrono la difficoltà della scelta di una carriera scolastica o professionale che possa presentare uno sbocco lavorativo.
Occorrerebbe, perciò, indirizzarli in maniera consapevole e mirata, monitorando le esigenze del settore occupazionale locale e nazionale secondo criteri statistici e fornendo altresì tutte le informazioni logistiche necessarie: quante le richieste di assunzione, presso quali aziende, di quale settore, in quali città, con quali prospettive economiche e di stabilità dell’ impiego.
Ritengo, cioè, che vi sia bisogno di una passerella reale e concreta, basata su dati certi, tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro.
Cosi, tante carriere scolastiche, anche brillanti, frutto di sacrifici personali e familiari, non rimarrebbero affidate al caso, alla speranza o, peggio, alla disillusione.
A tal fine, dichiaro di poter fare qualcosa di essenziale e veramente utile con la creazione di uno sportello di orientamento permanente, strutturato nella maniera sopra indicata, che aiuti i giovani a trovare la propria direzione, sia a livello di formazione e/o specializzazione, sia a livello di occupazione, ma che aiuti anche il mondo della scuola ad orientare i propri percorsi formativi con un occhio alle reali esigenze dei giovani.
Come secondo obiettivo mi impegnerò a cercare nuove fonti di finanziamento (penso ai fondi europei), per favorire la nascita di piccole e medie imprese che abbiano nei nostri giovani il fulcro.
Il mio impegno sarà quello di coinvolgere sempre di più i giovani, sfruttando ogni possibilità per finanziare le loro imprese e valorizzarne le idee, dando la possibilità a tutti i progetti meritevoli di accedere ai finanziamenti.
Tengo a precisare che tutte le misure e le iniziative saranno, in ogni caso, ispirate al principio della meritocrazia: i finanziamenti devono essere concessi alla ricerca ed alle iniziative che meritino, perché finalizzate ad obiettivi strategici e produttori di risultati concreti.
Porrò, infine, una particolare attenzione, alla realtà dello stagismo giovanile, un modello di formazione lavorativa giovanile in sè positivo, ma che molto spesso palesa i suoi lati oscuri.
Sono tanti i casi di “assunzione”, anche in ruoli di alta responsabilità, che dopo soli tre o sei mesi si risolvono in un nulla di fatto, lasciando ai giovani l’amaro sapore della strumentalizzazione e, forse, dello sfruttamento.
Mi impegnerò affinché lo stagismo diventi una sistema serio ed equo di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
SCUOLA
Per avere la certezza di poter contare in futuro su una società migliore è necessario partire da subito, non solo dalla famiglia, ma dalla scuola. Le nuove generazioni si formano sui banchi delle nostre scuole. Come diceva il maestro di tutti noi, l’on. Aldo Moro, “una scuola consapevole della sua missione, dotata di elementi tecnicamente preparati, umanamente sensibile, socialmente e politicamente aperta, è condizione per rendere stabile e inattaccabile la democrazia italiana”. Ed è su questo che dobbiamo puntare, fornendo alle scuole gli strumenti necessari per operare nella direzione giusta, senza dover sempre agire in condizioni precarie e di difficoltà (logistiche e professionali).
POLITICHE FISCALI
Sono d’accordo con la Senatrice Poli Bortone che propone di impegnarsi per ridurre le aliquote fiscali applicate ai cittadini della nostra regione. Tale scelta è motivata dal fatto che non sia equa la correlazione tra il livello di tassazione applicato dal governo centrale e la spesa pubblica a noi destinata. Tale spesa pubblica, rapportata alla tassazione, risulta infatti, per la nostra regione, inferiore rispetto al nord.
In poche parole, i pugliesi pagano per servizi che non vengono neanche finanziati.
L’AMBIENTE
ENERGIA ED INQUINAMENTO
Ogni comunità che voglia sentirsi protagonista di un processo di crescita etico ed economico deve fare i conti con le esigenze di uno sviluppo ecologicamente sostenibile.
Il livello di qualità della vita è, infatti, l’indice di rilevamento più importante del benessere, della sicurezza, della vivibilità dei nostri centri urbani, dai più grandi ai più piccoli.
E per risalire la scala, che vede oggi le città pugliesi quasi agli ultimi posti della classifica nazionale, occorrono scelte forti in fatto di politica energetica ed ambientale.
A cominciare dalla spinosa questione: “nucleare sì-nucleare no”…
In linea di massima, non mi dico contrario a questa scelta, che tra l’altro è ormai legge per il nostro Paese, ma mi dichiaro fortemente contrario all’installazione di impianti nucleari nella nostra regione.
La Puglia ha già pagato un prezzo altissimo in termini di produzione di energie e materie inquinanti: Taranto e Brindisi possono testimoniarlo.
L’energia nucleare, così come sostiene anche il fondatore di Greenpeace, non produce inquinamento aereo (se non potenzialmente, in caso di grave incidente) e da quel punto di vista è più pulita delle centrali a combustione. Resta però il problema dello stoccaggio e dello smaltimento delle scorie radioattive.
Tali scorie devono viaggiare dalla centrale al luogo di stoccaggio e poi essere depositate nel sottosuolo: queste operazioni sono rischiose.
Avere un ambiente più pulito e libero dai rischi diretti dello smaltimento delle scorie radioattive rappresenta un’urgenza, una priorità inderogabile per la salute degli abitanti e, ripeto, la Puglia ha già pagato un caro prezzo per fornire energia al Paese.
Il governo centrale scelga di installare altrove questi siti. Insieme al mio partito, mi opporrò decisamente a queste scelte.
Ben vengano, invece, gli investimenti nel risparmio energetico e nel campo delle energie alternative, eolica e solare ad esempio.
E’ vero che oggi i costi di installazione di questi impianti risultano ancora alti e non accessibili a tutti, ma è vero anche che la Regione può lanciare dei programmi di risanamento ambientale, comprensivi di agevolazioni economiche per privati o aziende che vogliano utilizzare energie nuove e pulite.
E’ un altro impegno che voglio sottoscrivere.
Pongo tra i miei primi doveri anche quello di sollecitare Il Consiglio regionale a legiferare in materia e ad adeguare le procedure e gli strumenti di controllo della qualità dell’aria ai risultati più recenti in tema di incidenza dell’inquinamento sulla salute dell’uomo. L’incidenza di tumori in alcune aree è ormai al di sopra di ogni media nazionale.
Naturalmente, i controlli andranno estesi anche ai livelli di inquinamento delle acque e del sottosuolo.
Occorre agevolare l’adeguamento degli impianti inquinanti per non arrivare, come nel caso dell’ILVA, a forme di ricatto occupazionale. D’altra parte, occorre stabilire tempi precisi, agire in modo equo ed esigere interventi efficaci e sanzioni certe per chi non si adegui.
GESTIONE DEI RIFIUTI
La gestione dei rifiuti costituisce un problema con cui bisogna confrontarsi quotidianamente e per il quale prendere provvedimenti immediati.
Oggi, in questo ambito, si interviene poco e male, a scapito della pulizia e dell’immagine delle città.
Pensiamo alle discariche abusive: cumuli di rifiuti abbandonati nelle nostre campagne, che sempre meno riescono a svolgere il loro ruolo di polmone verde, di filtro risanatore dell’aria che respiriamo.
Per ammodernare il sistema di gestione dei rifiuti bisogna puntare sulla differenziazione. E’ questo un altro punto del mio programma d’azione: da un lato lanciare una campagna di sensibilizzazione volta a sollecitare la responsabilità dei cittadini e delle amministrazioni locali, dall’altro lanciare, nelle sedi politiche regionali, dei programmi di investimento che rendano l’operazione di conversione e riutilizzo dei rifiuti economicamente conveniente.
CONTESTI URBANI
In questa direzione, mi sento di assicurare il mio impegno a lavorare con risolutezza, attraverso il finanziamento di interventi di riqualificazione delle aree periferiche degradate e dei centri storici.
Sarà mia premura interessarmi, inoltre, affinché vengano migliorate le infrastrutture ed i luoghi dedicati allo sport, quindi campi sportivi, palazzetti, piscine e perché vengano realizzate delle piste ciclabili funzionanti, che garantiscano l’ incolumità dei nostri sportivi, anche nei nostri centri abitati o nelle immediate vicinanze.
Nei nostri paesi c’è penuria di spazi da dedicare alla cultura, di luoghi per l’arte e lo spettacolo.
Io voglio impegnarmi a realizzare questi spazi e, come ho fatto in passato a titolo personale, a dare nuova vita a centri storici, chiese rupestri e giardini in condizioni di degrado e abbandono.
A proposito di giardini, ho apprezzato e fatto mia una proposta del Parlamento dei Giovani della PUGLIA circa l’applicazione del principio della “Nursery Svedese” per lo sviluppo delle aree verdi nei nostri paesi. Negli ultimi anni, buona parte delle nostre campagne è stata interessata da fenomeni di urbanizzazione che hanno portato alla conseguente rimozione di piante ed alberi. I comuni hanno raramente trovato fondi per realizzare parchi nelle aree ad essi destinate. La proposta prevede l’individuazione di aree gestite dai comuni e l’obbligo per i privati di reimpiantarvi gli alberi rimossi altrove o di piantumarne di nuovi.
I cittadini potrebbero così fruire di aree verdi per passeggiare e respirare aria più pulita.
Occorre, inoltre, prevedere spazi e servizi per i disabili.
Si parla sempre più di attività di recupero e di riabilitazione assistite quali l’ippoterapia, o, in generale, di “pet-therapy”, come strumenti finalizzati ad ottenere miglioramenti nei rapporti interpersonali di alcune categorie di disabili. Sarò promotore, in Regione, di misure di finanziamento per queste attività e per altre ancora che possano contribuire a risolvere situazioni di disagio e difficoltà di queste persone.
SICUREZZA
La qualità della vita, infine, oltre che da corrette politiche ambientali, è data anche dal livello di sicurezza di cui i cittadini possono godere all’interno dei propri quartieri o delle proprie abitazioni, in ogni momento della giornata, senza che scatti il coprifuoco serale a limitare o ad impedire le relazioni e lo svago nei centri abitati.
Una maggiore sicurezza, quindi, per le zone periferiche e per i centri storici dei nostri comuni, luoghi questi dove spesso si annidano criminalità e malvivenza e dove i cittadini si ritrovano soli con la loro paura e la loro rassegnazione nei confronti delle istituzioni.
In questo senso lavorerò, contribuendo, nelle sedi istituzionali, a rinsaldare questo rapporto un po’ sfilacciato tra lo Stato ed il cittadino.
SANITA’ ED ASSISTENZA SOCIALE
Nel settore sanitario poco di nuovo ed innovativo è stato fatto nelle ultime legislature.
Bisogna impegnarsi su più fronti, al fine di ridurre da un lato i costi del tutto fuori controllo e dall’altro le lungaggini che impediscono ai cittadini di sottoporsi a visite o esami specialistici in tempi accettabili (si pensi ai tempi di attesa per mammografie e TAC).
Il compito è dunque quello di ridurre la spesa e di migliorare la qualità del servizio offerto, tenendo conto dell’invecchiamento progressivo della popolazione e della integrazione di nuove culture portate dai fenomeni migratori.
A mio parere è necessario rafforzare l’asse tra rete ospedaliera, sanità territoriale (poliambulatori) e assistenza domiciliare.
Si potrebbe potenziare il fronte dell’assistenza domiciliare, del volontariato, penso agli anziani in particolare, riducendo così il numero dei ricoveri impropri.
Si potrebbe migliorare l’assistenza alle donne oggetto di violenza prevedendo centri specializzati dedicati.
Si potrebbe offrire sostegno ai Comuni nella realizzazione di infrastrutture sociali diffuse sul territorio regionale per accrescere l’offerta socio-sanitaria, semiresidenziale e residenziale.
Si potrebbe insistere sulla prevenzione, pianificandola già nelle scuole.
Si potrebbero istituire delle convenzioni con i privati attraverso parametri chiari e non clientelari.
Si potrebbero migliorare i servizi, agendo sulla loro informatizzazione, utilizzando la rete web per prenotare visite, per avere un contatto diretto con gli specialisti e per consentire lo scambio dei dati dei pazienti tra le diverse strutture ospedaliere.
Per concludere, un sistema sanitario efficiente non dovrebbe obbedire a logiche clientelari politiche o partitiche, ma rispondere ai criteri della trasparenza, del merito e dei risultati.
Mi impegnerò in questa direzione.
IL GOVERNO DELLA REGIONE
Il periodo che stiamo vivendo non è dei migliori.
“Progettare” diventa allora la parola chiave. E’ necessario, cioè, cercare le soluzioni per uscire dalle difficoltà sociali ed economiche.
Da questo punto di vista, l’obiettivo è quello di valorizzare i fattori immateriali in modo tale che possano condizionare positivamente il processo di crescita. Ritengo poi essenziale l’idea di una devolution sociale e partecipata, che consenta di ampliare le possibilità di intervento dei cittadini. La verticalizzazione delle relazioni socio-politiche ha infatti impedito lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori. E’ essenziale valorizzare la funzionalità del Consiglio delle autonomie locali, attribuendo a tale organo poteri finalizzati alla partecipazione procedimentale necessaria ed a vincolare, nelle materie di maggiore interesse degli enti locali, le scelte regionali. In parallelo, a questo deve corrispondere un’ analoga attenzione alle istanze dei cittadini, specie organizzati in formazioni sociali intermedie, in quanto tali realtà costituiscono una seria possibilità di valorizzazione e promozione umana.
Al fine di garantire quanto detto, propongo con convinzione una riorganizzazione complessiva dell’apparato amministrativo regionale che abbia alla base i seguenti punti fondamentali:
- Favorire lo sviluppo delle capacità di governo democratico allargando l’azione amministrativa.
- Attuare un nuovo assetto organizzativo della Regione che sia articolato per Dipartimenti e che sappia lavorare non più per procedimenti amministrativi ma per obiettivi e per politiche di intervento programmate e condivise.
WORK IN PROGRESS: LAVORIAMO INSIEME
Questo programma è stato sviluppato con la partecipazione di molti tra i miei sostenitori, i quali hanno apportato idee, riflessioni e contenuti importanti, insegnandomi ancora una volta quanto sia fondamentale il gioco di squadra per affrontare le numerose problematiche del nostro territorio.
Questo è lo spirito di partecipazione attiva che intendo riportare a livello organizzativo nel mio eventuale impegno al consiglio regionale, perché desidero che vi sia una costante interazione ed un continuo confronto con i cittadini.
Desidero che sempre più pugliesi partecipino, nelle logiche della filosofia di pensiero riportata in questo programma, con proposte e idee di cui discutere insieme, suggerendo temi da approfondire che possano essere spunto per proposte di legge o di dibattito in Consiglio.
Ringrazio di cuore tutti i miei sostenitori e tutti voi pugliesi per i contributi e per l’ impegno profuso per la nostra regione.


