Una nota del Gruppo consiliare Popolari.
“Continua la svendita del lavoro e della dignità dei lavoratori.
Dopo aver succhiato la salute, non si può pretendere anche l’anima.
Il rilancio dell’Ilva di Taranto non può passare dalla rasoiata degli esuberi. I lavoratori dell’Ilva non possono vedere mortificate le loro aspettative in nome del profitto imprenditoriale e il governo non si può rendere complice di un omicidio occupazionale, scaricando sui lavoratori e sulle loro famiglie l’incapacità di predisporre un piano industriale che non guardi solo al numero di lavoratori da rimandare a casa.
A Taranto non è in gioco il reddito di qualche imprenditore o il bilancio di qualche multinazionale, ma la dignità di una città e della Puglia.
Taranto non è un affare da trattare nel chiuso dei palazzi romani, ma riguarda migliaia di lavoratori e le loro famiglie, che pretendono chiarezza, dopo averci rimesso soldi e salute.
Per questo spero che il Consiglio regionale faccia sentire la sua voce unanime di condanna alla trattativa e di solidarietà ai lavoratori e cittadini di Taranto, chiedendo che la trattativa avvenga nella città ionica, alla luce del sole e coinvolgendo l’intera città”.