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	<title>Peppino Longo &#187; News</title>
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		<title>13/04/2011. Longo: “Isole Tremiti. Uno stop per conservare l&#8217;ambiente”</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non ci sono parole per deplorare sufficientemente la decisione della Prestigiacomo per l’assenso dato alla Petrolceltic di traforare i fondali&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non ci sono parole per deplorare sufficientemente la decisione della Prestigiacomo per l’assenso dato alla Petrolceltic di traforare i fondali marini prospicienti le isole Tremiti. La titolare del ministero dell’Ambiente è al solito arcisicura del fatto suo, malgrado la valanga di proteste che le sta rovinando addosso da più parti.<br />
Del resto, altrettanta sicurezza è stata ostentata anche per la scelta sul nucleare, nonostante le perplessità degli scienziati di tutto il mondo. Chissà, tra poco ci sentiremo dire che le trivellazioni aiutano la tintarella o incrementano il turismo, anziché mettere a repentaglio uno dei pochi paradisi ambientali rimasti in Italia.<br />
Eppure, la ministra dovrebbe aver visto le terrificanti immagini della marea nera messicana. Pensa forse che qui non possa succedere, perché noi italiani siamo notoriamente più bravi, organizzati e tecnologicamente avanzati rispetto agli Stati Uniti? L’arcipelago delle Tremiti con la sua riserva marina, espressione di una miriade di biodiversità, dovrebbe essere tutelata e protetta.<br />
Ma non è la prima volta che il sud d’Italia, mercé l’acquiescenza dei suoi esponenti politici, acconsente allo sfacelo del suo territorio. La siciliana Prestigiacomo ha evidentemente poco da imparare dai libri di storia. Eppure, non le farebbe male ripassare la montagna di chiacchiere e bugie con cui, tanto per citare due esempi, i suoi predecessori hanno minimizzato l’impatto ambientale di quanto sarebbe accaduto nella splendida piana dei bergamotti di Gioia Tauro o nel paradiso dei mandorleti esistenti prima dell’Italsider”.</p>
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		<title>06/04/2011. Longo. “La nostra regione al passo con la moderna Sanità nordeuropea”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Votando sì alle nuove residenze sanitarie, ancora una volta l’Udc ha dato prova di come si possa fare un’ opposizione&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Votando sì alle nuove residenze sanitarie, ancora una volta l’Udc ha dato prova di come si possa fare un’ opposizione seria e costruttiva, del tutto aliena ai tatticismi elettorali o ai richiami retorici, che in questi casi impazzano in nome di un presunto rigore morale-amministrativo. La verità è che la nostra regione, grazie alla norma approvata ieri, viene proiettata in un dimensione sicuramente più civile e al passo con la moderna Sanità nordeuropea.<br />
Sbagliano dunque coloro che strillano, mettendo in dubbio che le nuove residenze sanitarie possano effettivamente risarcire le popolazioni vittime, per così dire, dei tagli ospedalieri al territorio.  Intanto, con buona pace dei detrattori, finalmente anche da noi, fra l’altro, si potrà finalmente  familiarizzare con il termine ‘hospice’, che pur evocando l’idea di ospedale ha davvero poco a che fare con esso, anche se vi si ricovera chi necessita di un alloggio dedicato alla fase terminale della sua malattia. Mi risulta che in Italia ci siano circa 170 strutture di questo tipo, per la stragrande maggioranza tutte concentrate nelle regioni del centro-nord. Era ora che qualcosa si muovesse anche dalle nostre parti, dove la Sanità pubblica fa ancora poco, pochissimo per far fronte alla depressione e alla disperazione del  malato inguaribile.<br />
Lo stesso concetto di ‘hospice’, anzi, fa finalmente giustizia sul fatto i malati possono purtroppo essere inguaribili ma certamente non incurabili. Ciò deve essere chiaro: ognuno di noi ha diritto a tutte le cure palliative possibili, e fino all’ultimo secondo di vita”.</p>
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		<title>05/04/2011. Longo: “Per la Padania ci vorrebbe una ‘no crazy zone&#8217;”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ai leghisti che vogliono anche l’esercito a loro uso e consumo, io come consigliere di una regione del sud proporrei&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ai leghisti che vogliono anche l’esercito a loro uso e consumo, io come consigliere di una regione del sud proporrei per la Padania una ‘no crazy zone’: ossia il divieto di far circolare scempiaggini, e soprattutto di divulgarle fuori dai confini nazionali. La misura è in effetti colma.  Perché se è vero che la Costituzione sancisce il diritto di esprimere liberamente le nostre opinioni, è altrettanto sacrosanto pretendere che queste non mettano in imbarazzo o, peggio, non disonorino il nostro Paese.<br />
Ora, la volontà di portare l’Italia alla secessione è sempre apparsa chiara nei farfugliamenti sul federalismo di Bossi e dei suoi; dà semmai fastidio la loro ipocrisia e ambiguità: come in quelle occasioni, vedi la sistemazione dei profughi, quando fa comodo appellarsi alla solidarietà degli italiani in nome dell’emergenza in atto.<br />
Certo, sappiamo da anni che le chiacchiere dei leghisti non sono da prendere sul serio: prova ne è che in Europa, a differenza dei nazionalisti baschi o irlandesi, i secessionisti di casa nostra sono considerati poco più che delle macchiette. Non bisogna dimenticare, ad ogni modo, che sovente  la stupidità innesca la tragedia, così come ha dimostrato l’attuale ministro Calderoli, quando un paio di anni orsono diede una stupefacente prova di politica estera, indossando una t-shirt anti islamica. L’incosciente e puerile ‘fora di ball’ del senatùr Umberto è sulla stessa linea, e buon per lui che a difenderlo dalle torme di incivili e famelici migranti ci siano i 300 mila bergamaschi armati con lo schioppetto. Ci si chiede, anzi, perché durante il Consiglio dei Ministri non proponga un decreto per trasformarli direttamente in guardie pretoriane al suo diretto servizio”./</p>
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		<title>04/04/2011. Carceri – Longo: “Occorre colmare quel vuoto di dignità e speranza”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non può che suscitare umana pietà il caso del povero ventiduenne di Manduria impiccatosi in una cella del carcere di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non può che suscitare umana pietà il caso del povero ventiduenne di Manduria impiccatosi in una cella del carcere di Bari, e che ora versa in condizioni disperate al Policlinico del capoluogo. Pietà ma anche indignazione, ove si pensi alle deplorevoli condizioni in cui versano gli istituti di pena pugliesi.<br />
Qualche cifra: alla fine di febbraio di quest’anno si registrano 4.621 presenze per 2.538 posti secondo regolamento. Ciò si traduce in un indice di sovraffollamento indegno di una regione civile, ove si pensi peraltro alla carenza di personale di polizia giudiziaria, alla cronica penuria di educatori carcerari, insomma alla mancanza di una seria politica d’indirizzo preventivo da parte di chi detiene responsabilità di amministrazione penitenziaria regionale.<br />
Più in generale nel nostro Paese le morti in carcere stanno aumentando in misura preoccupante (nel 2010 sono deceduti in cella 173 individui, di cui 66 suicidi); e dunque per sanare la situazione occorre ben altro: per esempio predisporre iniziative positive che mirino a tutelare i diritti costituzionali di chi è sottoposto a restrizioni  della libertà personale, emanare provvedimenti per il recupero e il reinserimento sociale, stabilire regole certe per la cura e la salvaguardia della salute; soprattutto servirebbe investire in istruzione e formazione professionale ai fini di un inserimento lavorativo. Ridare Giustizia ai nostri istituti di pena dovrebbe significare appunto questo: non demagoghi quanto inutili provvedimenti ‘svuota carceri’, ma colmare quel vuoto di dignità e speranza che può indurre un ragazzo a farla finita”. </p>
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		<title>01/04/2011. Zoomafia, Longo: maggiori controlli da parte degli organi di polizia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il grande lessico di Cosa Nostra ha sfornato un nuovo termine con cui, nella fattispecie noi pugliesi, dovremo abituarci a&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il grande lessico di Cosa Nostra ha sfornato un nuovo termine con cui, nella fattispecie noi pugliesi, dovremo abituarci a familiarizzare: la Zoomafia. Negli ultimi tempi, infatti, si va sempre più intensificando da parte di organizzazioni malavitose l’impiego di animali da combattimento. La nostra regione, anzi, pare sia diventato il più importante sito nazionale  per questo lucroso giro di scommesse clandestine, soprattutto per via della facilità con cui i suoi porti possono accogliere specie esotiche  provenienti dai vari paesi del Mediterraneo. Il problema è che molto spesso i poveri animali importati servono per altri scopi oltre a quello, già di per sé brutale e disumano, di costringerli a battersi all’ultimo sangue.  I trafficanti di droga, infatti, usano inserire ovuli di droga nei loro apparati genitali per eludere i controlli alla frontiera. Ultima moda della zoomafia nostrana, in ogni caso sembrano essere i combattimenti tra galli, che pare stiano riscuotendo un cospicuo successo nei quartieri periferici di Bari e in provincia. Esiste per fortuna la legge 189 del 2004 concernente il divieto di maltrattamento per gli animali, e che punisce i trasgressori non con una semplice ammenda ma con un procedimento penale.  Non sarebbe male, dunque, che si intensificassero i controlli da parte degli organi di vigilanza, considerando che nel solo 2010 in  Puglia è stato scoperto un traffico pari a oltre  due milioni di euro per l’ingresso illecito di pitoni, iguane, tartarughe di terra, scimpanzé, coralli, avorio, pappagalli vari, e altre specie protette”.</p>
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		<title>31/03/2011. Longo: “Profughi. L&#8217;improvvisazione del Governo lascia sgomenti”</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“In un clima politico che non è esagerato definire da fine impero, il mantenimento di una parola data non può&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“In un clima politico che non è esagerato definire da fine impero, il mantenimento di una parola data non può che suscitare ammirata sorpresa. Ecco perché, è doverosa la solidarietà al sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano. Ciò premesso, l’improvvisazione di questo governo di fronte all’emergenza profughi lascia sgomenti. Ma è pur vero che la crisi inerente i paesi nordafricani pare costituire una prova troppo ardua per un esecutivo i cui obiettivi sembrano programmati più per faccenduole private che per i grandi scenari internazionali.<br />
Non è certo allestendo mega-tendopoli in Puglia, infatti, che si può pensare di frenare l’esodo biblico alle nostre frontiere.<br />
Basterebbe un dato per convincersi della drammaticità della questione: nel 2050, come dire relativamente tra poco, la popolazione africana passerà dagli attuali 400 milioni a circa 1 miliardo e 200 milioni di individui. Personaggi come il nostro Bossi, pur ministro della repubblica, dovrebbe quindi smetterla di pensare ai profughi come a semplici rubagalline intrufolatisi per caso in un   condominio della sua Brianza. Ma d’altra parte, anche molti premier europei non sembrano essere all’altezza della situazione. Si limitano a inneggiare alla democrazia, dimenticando molte cose. Per esempio, che la Libia del colonnello Gheddafi solo nel 2003 presiedeva l’assemblea plenaria della commissione Onu per i diritti umani, e che il medesimo colonnello è stato presidente per il 2009 dell’Unione Africana, organismo del tutto pari come  dignità istituzionale all’Unione europea. Ma è pur vero che non c’è niente di meglio che uno spietato e disumano dittatore per accantonare le faccende di casa nostra”.</p>
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		<title>29/03/2011. Longo: “Il Governo nazionale faccia chiarezza sulla linea che intende seguire”</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;C’è sempre da sentirsi fieri di essere pugliesi. Lo dimostra, ancora una volta, la dignità e il senso di decoro&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C’è sempre da sentirsi fieri di essere pugliesi. Lo dimostra, ancora una volta, la dignità e il senso di decoro con cui la nostra regione, unica al mondo ad essere candidata ad un premio Nobel per la solidarietà, si accinge a gestire l’ennesima tragedia di questi popoli venuti dal mare. Nella fattispecie, vanno comunque considerate le ragioni di timore della nostra comunità di Manduria, la quale a ragione paventa i rischi sanitari e quelli inerenti la sicurezza, che possono scaturire da un massiccio e irrazionale concentramento di migranti nella tendopoli testé allestita. E opportuno, dunque, che il governo nazionale faccia chiarezza sulla linea che intende seguire nel breve periodo, soprattutto dopo l’ennesimo altolà della Lega, contraria al conferimento (del tutto risibile, peraltro) dell’indennità di 1.500 euro  da devolvere ad ogni fuggiasco che accetti di far ritorno a casa.<br />
Altresì opportuno sarebbe iniziare senza indugio le procedure,  che consentono di distinguere i veri profughi: ossia coloro che fuggono dal proprio Paese per salvarsi la vita, e che giustamente vanno accolti, dai clandestini che tentano invece di sfuggire alla loro miseria atavica, e che con tutta la comprensione di questo mondo non è possibile accogliere se non per quote stabilite dalla legge.<br />
A tutto ciò, i nostri ministri dovrebbero aggiungere una vibrante protesta contro il governo di Nicolas Sarkozy. I transalpini, infatti, non hanno visto l’ora di sganciare in Libia le loro belle bombe ‘umanitarie’, mentre ora stanno erigendo un vero e proprio cordone sanitario alla frontiera di Ventimiglia per impedire l’accesso a Tunisini e quant’altri cercano di trovare ospitalità in Francia. Ecco qualcosa di cui il nostro premier potrebbe e dovrebbe occuparsi se i soliti giudici forcaioli nonché le belle fanciulle gli lasciassero un solo minuto libero”.</p>
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		<title>18/03/2011. Longo: piantare in Puglia un albero per ogni bambino nato</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 09:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’apocalisse che stanno vivendo i giapponesi dovrebbe almeno insegnarci ad avere più rispetto per la natura. Non è questione di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’apocalisse che stanno vivendo i giapponesi dovrebbe almeno insegnarci ad avere più rispetto per la natura. Non è questione di retorica. Mai come in questa occasione ho avuto l’impressione che la natura sia un vero e proprio organismo vivente, così come affermano gli scienziati ecologisti che hanno formulato la famosa “ipotesi Gaia”, secondo la quale montagne e colline costituiscono un gigantesco apparato osseo, boschi e foreste l’apparato polmonare, mentre fiumi e mari rappresentano il flusso della circolazione sanguigna. Sempre secondo questa teoria, l’uomo sarebbe un pericolo enorme: una sorta di cellula cancerogena che sgretola in modo letale questo equilibrio. E, in realtà posso ben dire, senza essere tacciato di catastrofismo, che siamo l’unica specie esistente in grado di distruggere il pianeta. Ora, teorie a parte, si potrebbe pensare di iniziare seriamente a risarcire la nostra terra delle immense risorse che le sono state selvaggiamente drenate. Leggo questi giorni di iniziative miranti a far adottare dai nostri giovani un eroe del Risorgimento; intento lodevole, senza dubbio; ma non sarebbe eticamente più opportuno far adottare un albero? Vi è una bellissima tradizione in vigore nello stato di Israele: quella di piantare un albero per ogni bambino nato. Non sarebbe male che la Puglia, regione spesso deturpata nel suo paesaggio, si faccia promotrice di una proposta analoga. Si potrebbe pensare di piantarne soprattutto nei quartieri cosidetti “a rischio” delle nostre città. Non è stato accertato ( New York insegna) che dove il corredo urbano si fa più gradevole cala quasi per magia il tasso di devianza sociale?&#8221;</p>
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		<title>15/03/2011. Longo: “No a centrali nucleari in Puglia, meglio l&#8217;energia pulita”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 15:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CASINI]]></category>
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		<description><![CDATA[“La crisi libica ha fatto schizzare in alto il prezzo del greggio, e come si può ragionevolmente supporre la catastrofe&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La crisi libica ha fatto schizzare in alto il prezzo del greggio, e come si può ragionevolmente supporre la catastrofe in Giappone farà lievitare ulteriormente il listino  dei combustibili, con gravi ripercussioni sulle bollette di luce e gas. Ma, senza ombra di dubbio, è il rischio nucleare a suscitare oggi le maggiori apprensioni. Occorre ad ogni modo cogliere questa tragica occasione per interrogarsi sulla convenienza di questa fonte energetica. E non si tratta, come purtroppo si va dicendo su certa stampa, di sciacallaggio nucleare.<br />
A fronte dell’apocalisse che ha sconvolto il paese del sol levante, appena scalzata dalla Cina come seconda potenza economico-industriale del pianeta, occorre come minimo motivare le proprie scelte. Per quel che mi riguarda, faccio parte di un partito non pregiudizialmente contrario al nucleare, e che coerentemente con la sua vocazione moderata e propensa al dialogo  non si è mai sottratto ad un confronto serio e costruttivo sul da farsi in tema di energia. Nondimeno, l’ho affermato in tempi non sospetti, e a maggior ragione lo ribadisco con forza ora: rimane il mio ‘no’ fermo e insindacabile ad ogni ipotesi di centrali nucleari in Puglia.<br />
La nostra regione ha già pagato e sta pagando un prezzo alto in termini di inquinamento, e basti con ciò dare un’occhiata ai dati che indicano alcune aree del nostro territorio come tra le più contaminate d’Europa. A maggior ragione sarebbe ingiusto oltre che assurdo la pretesa che un territorio che produce più del doppio dell’energia necessaria al proprio fabbisogno sia chiamato ancora una volta a dare.<br />
Il nostro contributo, visto che siamo i primi in Italia,rimane dunque quello di continuare a proporci come modello efficiente e funzionale per le energie alternative. Per la Puglia, a breve, media e lunga scadenza, sarà meglio inseguire l’energia pulita del sole e del vento”.</p>
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		<title>14/03/2011. Longo (Udc): “L&#8217;argomento giustizia meriterebbe una discussione più pacata”</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 15:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[“Nella sua ultima esternazione riguardo la riforma della giustizia,  Silvio Berlusconi si attribuisce la qualifica di ‘eroico’. Ho paura che&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Nella sua ultima esternazione riguardo la riforma della giustizia,  Silvio Berlusconi si attribuisce la qualifica di ‘eroico’. Ho paura che prima o poi arriverà, come per il papa in materia di dogmi, ad autodefinirsi infallibile. Del resto, nemmeno dal PD, maggior partito d’opposizione, sembra provenire una musica diversa, impegnati come sono i democratici nella loro guerra santa contro il premier, a prescindere da ciò che dice o fa. Un gran peccato, poiché l’argomento giustizia meriterebbe una discussione più pacata, all’interno della quale vi dovrebbe essere  uno scambio di idee anziché battute al vetriolo o spiritosaggini; insomma un confronto più civile e all’altezza del parlamento di un Paese che a buon diritto si annovera tra le prime dieci potenze mondiali.<br />
Dispiace, insomma che l’Opinione pubblica sia ‘bombardata’ con dovizia di particolari di ogni minima (nonché squallida) polemica personale, così come  dello stucchevole ritornello sulle ‘leggi ad personam’, mentre scarso rilievo mediatico trovano argomenti decisamente più interessanti e degni di riflessione come, per esempio, la definizione delle pene alternative per le migliaia di detenuti tossicodipendenti o alcol dipendenti, causa in gran parte della drammatica situazione di affollamento dei nostri istituti penitenziari.<br />
Altresì, i vari opinion maker nostrani potrebbero spendere qualche parola in più per meglio circoscrivere un argomento complesso come l’obbligatorietà dell’azione penale:  ovvero se sia più vantaggiosa la discrezionalità per il giudice di esercitare per forza l’azione penale, e dunque azionare invariabilmente  il mastodontico meccanismo giudiziario anche, poniamo, per il furto di una biro al supermercato con la conseguenza di intasare la già ingolfatissima macchina della giustizia. Questi e altri argomenti meriterebbero, dunque,  una vetrina più ampia; altro che la tanto gridata responsabilità civile dei giudici. E non vorrei che il succo della riforma fosse appunto questa ostentata responsabilità, a cui in fondo ogni magistrato potrebbe ovviare pagando una modesta polizza annuale a qualche compagnia assicurativa”.</p>
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