05/04/2011. Longo: “Per la Padania ci vorrebbe una ‘no crazy zone’”

“Ai leghisti che vogliono anche l’esercito a loro uso e consumo, io come consigliere di una regione del sud proporrei per la Padania una ‘no crazy zone’: ossia il divieto di far circolare scempiaggini, e soprattutto di divulgarle fuori dai confini nazionali. La misura è in effetti colma. Perché se è vero che la Costituzione sancisce il diritto di esprimere liberamente le nostre opinioni, è altrettanto sacrosanto pretendere che queste non mettano in imbarazzo o, peggio, non disonorino il nostro Paese.
Ora, la volontà di portare l’Italia alla secessione è sempre apparsa chiara nei farfugliamenti sul federalismo di Bossi e dei suoi; dà semmai fastidio la loro ipocrisia e ambiguità: come in quelle occasioni, vedi la sistemazione dei profughi, quando fa comodo appellarsi alla solidarietà degli italiani in nome dell’emergenza in atto.
Certo, sappiamo da anni che le chiacchiere dei leghisti non sono da prendere sul serio: prova ne è che in Europa, a differenza dei nazionalisti baschi o irlandesi, i secessionisti di casa nostra sono considerati poco più che delle macchiette. Non bisogna dimenticare, ad ogni modo, che sovente la stupidità innesca la tragedia, così come ha dimostrato l’attuale ministro Calderoli, quando un paio di anni orsono diede una stupefacente prova di politica estera, indossando una t-shirt anti islamica. L’incosciente e puerile ‘fora di ball’ del senatùr Umberto è sulla stessa linea, e buon per lui che a difenderlo dalle torme di incivili e famelici migranti ci siano i 300 mila bergamaschi armati con lo schioppetto. Ci si chiede, anzi, perché durante il Consiglio dei Ministri non proponga un decreto per trasformarli direttamente in guardie pretoriane al suo diretto servizio”./