“Sui rischi per la salute causati dalla diffusione del gas radon nel fabbricati, un passaggio fondamentale riguarda la comunicazione. Per questo ringrazio, in particolare, i responsabili di Assosicurezza Vito Dalano e Cristina Diana, l’Ing. Stefano Cuccurati, il Prof. Piero Masini e l’organizzazione sindacale co-promotrice dell’evento C.S.E.-F.L.P. Sanità per l’organizzazione della giornata di studio sulla diffusione del Gas Radon nei fabbricati. Cause, rimedi e normativa, che ha il duplice compito di informare i cittadini, ma anche monitorare la situazione in Puglia a quasi un anno di distanza dalla legge regionale n. 30 del novembre scorso che si pone il compito di assicurare il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dall’esposizione, spesso inconsapevole, alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi che provengono dall’ambiente, quali appunto le concentrazioni di gas radon negli edifici”. E’ quanto sottolinea in una nota, il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo.
“Voglio ricordare che il gas radon oggi costituisce in Italia la seconda causa di tumori ai polmoni – prosegue Longo -. La Puglia si è dotata di una legge molto ben strutturata e attenta ai particolari. Una legge che, mi auguro, sarà presto resa ancora più incisiva dall’approvazione di quelle linee guida così come previsto nel testo. Vorrei che sia ben chiaro però che uno dei punti di forza dell’attuale amministrazione della Regione Puglia, e di orgoglio dell’intero Consiglio regionale, è senza alcun dubbio il fronte compatto a tutela della difesa dell’ambiente, della eco sostenibilità e della tutela della salute dei cittadini in tutte le azioni prese e che verranno assunte in futuro. Ma anche tali problematiche devono essere affrontate e risolte non con la pancia ma con la testa affinché sicurezza e innovazione non siano mai separate. Da qui l’importanza di una corretta informazione scientifica atta a richiamare l’attenzione dei cittadini su simili problematiche”.