Qualcosa di me
QUALCOSA DI ME
Essendo tutti frammenti d’universo, partiamo pure dagli astri. Il segno zodiacale, anzitutto.
Sono nato nel 1952, il 17 di marzo; appartengo dunque all’acquatico segno dei pesci, vale a dire la discrezione, la prudenza e la pazienza. Non che sia un fanatico dell’oroscopo, ma mi riconosco abbastanza nelle caratteristiche principali del mio segno.
I nati sotto il segno dei pesci passano di solito per sentimentali…
E io lo sono, soprattutto riguardo la mia famiglia. Mia moglie e i miei quattro figli: Gaetano, Marika, Giorgia e Flavio, sono quanto di più prezioso ho al mondo. Ma nutro sentimenti d’amore anche per la mia terra. Sono orgoglioso di essere pugliese, fiero di essere nato e cresciuto a Modugno, un paese che ha saputo evolversi da piccolo centro agricolo a cittadina industriale tra le più dinamiche del nord barese.
Dovessi ringraziare qualcuno, da chi inizieresti?
Dai miei genitori, senza ombra di dubbio. Sono stato allevato nell’ambito dei valori di una famiglia di artigiani; non smetterò mai di ringraziare l’essenzialità spartana ma piena di decoro con cui sono stato tirato su. Quella dura palestra che è stata la mia infanzia mi ha consentito di forgiarmi abbastanza presto sui valori essenziali della vita.
Quindi poco spazio per i sogni giovanili; qualche rammarico?
Uno solo: il non aver avuto la possibilità di dedicarmi spensieratamente all’atletica leggera, mia autentica passione. La mia generazione era e rimane malata di calcio, ma io sognavo solo quando correvo su una pista i cento o i duecento metri. Ho però ancora al mio attivo dei tempi discreti che non hanno sfigurato ai tempi di Mennea, non sfigurerebbero oggi. Si, l’atletica mi è rimasta dentro. Quando vedo sfrecciare sulla pista Bolton il cuore, come dire, inizia a battermi forte.
Invece è toccato rimboccarsi le maniche…
Agguantato il diploma da geometra, urgeva darsi da fare. Nel 1973 iniziò la mia trafila presso un’ impresa edile di Modugno. Gli inizi non sono mai facili, ma il mio primo datore di lavoro mostrò subito di apprezzarmi per zelo e buona volontà. Non lo dico per auto sviolinarmi: ho amato da subito la mia professione; sarò uno stravagante, ma credo che costruir case sia il mestiere più bello del mondo.
Quindi l’assunzione nel 1974 nell’ufficio tecnico comunale di Modugno.
Già, il che significò, anzitutto per i miei vecchi, l’agognata “sistemazione”, il buon posto fisso con tanto di sicurezza per l’avvenire. In verità nell’ Utc comunale ho trascorso un mucchio di anni, temprandomi alla classica gavetta fino a che non riuscii a ricoprire la carica di responsabile di una sezione dell’ufficio.
Poi la svolta. Come e perché hai deciso di dedicarti all’attività privata?
Perché come sanno in molti, c’è un momento nella vita in cui devi decidere o no di prendere a volo il treno che ti sfila accanto. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma ero abbastanza sicuro del fatto mio. Correva l’anno 1993, la “Costruzioni Vernola” mi offrì l’opportunità di entrare a far parte dello staff societario. Iniziano anni di dura ma esaltante attività imprenditoriale. Nel 1998 costituisco “Edilizia e Ambiente”, la prima delle mie società tutte operanti nel campo dell’edilizia privata.
Nel 2005 c’è una seconda svolta: l’entrata in politica o, come si dice oggi, la discesa in campo…
Si, ma beninteso con intenti tutt’altro che predatori, considerando che ho la fortuna di poter vivere non di politica ma per la politica. Il mio slogan dice che vi sono arrivato non per occupare poltrone o accaparrarmi prebende o incarichi, ma perché sinceramente preoccupato per il clima che da qualche anno a questa parte si respira nel nostro Paese. Nel 2005 mi sono candidato al consiglio regionale nelle fila della Margherita (di cui diventerò segretario cittadino), ottenendo 7200 preferenze come primo dei non eletti. Nel corso del 2008, coerentemente con la mia estrazione cattolico-cristiana, sono passato nell’UdC. Credo di assolvere abbastanza bene il mio dovere, considerato che l’anno appena trascorso ha visto la mia elezione quale consigliere regionale dell’UdC più suffragato d’Italia.
Lo slogan di Martin Luther King era “I have a dream”, io ho un sogno. Qual è il sogno di Peppino Longo?
Sono un moderato per vocazione ed elezione; non saprei se definire “sogni” il bisogno, davvero molto concreto che provo, ho di restituire alla mia Terra il molto che essa mi ha dato. Il mio impegno come imprenditore e come politico, in via prioritaria, si ispira solo a cose che hanno solide possibilità di realizzarsi; a patto naturalmente che si avverino determinate condizioni, o che si mettano assieme le giuste sinergie. Creare occasioni di lavoro per i tanti, soprattutto giovani nonché i soggetti socialmente svantaggiati è ad ogni modo il mio sogno più bello. Ce l’ ha insegnato qualcuno al di sopra di noi che il nostro primo, ineludibile dovere, è quello di aiutare gli altri.

